Ciacole ntra de noi

La porta della baita era aperta, un polenta come un sole e un fiasco sulla tavola per riscaldare gli animi...
 
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 Cardiologo a Pieve

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Admton
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MessaggioTitolo: Cardiologo a Pieve   Gio Gen 31, 2008 8:08 am

Finalmente, con grande contentezza, portiamo una buona novella!

Il Gazzettino ha scritto:
Battaglia vinta per il Cadore: all'ospedale di Pieve verrà riattivata la reperibilità serale e notturna del cardiologo. Non è l'unica buona nuova annunciata per il Bellunese dal neoeletto dirigente dell'Ulss 1, Ermanno Angonese. C'è anche l'intenzione di porre tra le priorità i lavori da realizzare nell'ospedale di Agordo per adeguare il pronto soccorso e rendere i locali più dignitosi. Il ritorno nel reparto cardiologia di Pieve al "tradizionale", con la presenza dello specialista 24 ore su 24, era l'argomento principale al centro dell'incontro tenutosi lunedì a Belluno tra Angonese e l'assessore regionale Oscar De Bona per affrontare le principali problematiche pertinenti all'Ulss 1. Diversi i punti toccati, concordati in precedenza da De Bona con i consiglieri regionali Bond (Forza Italia) e Bottacin (Lega). L'ex direttore generale Vielmo aveva preso il provvedimento di far entrare la telematica in sostituzione dei professionisti, introducendo le più moderne tecnologie sanitarie che consentono consulti "a distanza".

Cittadini e amministratori locali non avevano mai digerito quello che fu interpretato come un segnale della volontà di indebolire i servizi del nosocomio cadorino, tanto più se si parlava delle reperibilità del cardiologo.

Angonese - ha precisato De Bona - ha garantito la sua massima disponibilità a sentire le esigenze dei tre ospedali periferici, ovvero Pieve di Cadore, Auronzo, Agordo, oltre che a rivolgere particolare attenzione al Codivilla-Putti di Cortina.

«Sono stato favorevolmente impressionato da questo incontro - ha concluso l'assessore regionale - perchè ho visto una persona disponibile, preparata e attenta alle istanze del territorio».

E' proprio una buona cosa, si può mantenere un territorio della vastità del cadore-Comelico-Ampezzo senza un cardiologo serale-notturno? Proprio per delle patologie (infarti,ecc) che hanno bisogno della massima celerità, in cui ogni secondo sprecato è un passo più vicino alla morte...
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Admton
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MessaggioTitolo: Re: Cardiologo a Pieve   Ven Ott 15, 2010 7:48 pm

Meno schei per la sanità bellunese
Citazione :

Basta con Belluno che costa 600 euro più
di Vicenza: ospedali veneti uguali per tutti
Piano regionale per ripianare il buco: no ai doppioni. Venezia,
Rovigo, Veneto Orientale e Belluno riceveranno di meno

Alle Asl quindi tocca rimboccarsi le maniche e sforbiciare. «Tagliare? Nossignori - conclude Coletto - Razionalizzare e spendere meglio, che è un’altra cosa. Mi riallaccio ai costi standard: una Asl non può sostenere che costa di più perchè ha l’eliambulanza o è in laguna. L’ospedale costa uguale per tutti, le altre spese andranno conteggiate a parte».

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Citazione :
Ospedale, linea dura di tutti i sindaci
Andranno in Regione a consegnare un documento in difesa del presidio


«Non dovete illudervi», ha affermato, «per il fatto che ci sia un cantiere aperto. Una volta completati i lavori, il reparto potrebbe essere chiuso da un giorno all'altro. Se voi sindaci non farete un'azione forte, vuoteranno il nosocomio dai servizi attuali, rendendolo un semplice ambulatorio. Dovete intervenire subito; perché, una volta approvata una delibera, cambiarla è quasi impossibile».
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Zio

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MessaggioTitolo: Re: Cardiologo a Pieve   Sab Ott 16, 2010 4:02 pm

Mi è capitato di visitare l'ortopedia di Belluno
Mi dispiace, ma la differenza con l'ospedale di Udine è proprio palpabile!!!!
Povera Provincia, piove sul bagnato...
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Niguli kneilu

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MessaggioTitolo: Re: Cardiologo a Pieve   Dom Ott 17, 2010 11:46 am

Più si va avanti e più si nota l'ignoranza dei politici che ci governano...
Non stupidità, proprio ignoranza.
Ovvio che una persona che vive in pianura non concepisce il fatto che in montagna i costi sono maggiori per il maggior uso del riscaldamento, per il maggiori consumi dei mezzi, per il maggior uso dell'eliambulanza, visto che i turisti decidono di venire in ferie sulle Dolomiti ed, a volte, decidono di farsi anche del male, sempre sulle Dolomiti...
Mah...
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Pablo

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MessaggioTitolo: Re: Cardiologo a Pieve   Lun Ott 18, 2010 10:28 am

Più che stupidità ed ignoranza direi piuttosto cinismo ed opportunismo...
Semplicemente la montagna ha una popolazione meno numerosa e che quindi pesa meno da un punto di vista elettorale.
Poi ricordiamoci che le nomine dei direttori sanitari e anche dei semplici primari sono in effetti POLITICHE, perciò anche questi signori rispondono al sistema marcio e non ai cittadini ed ai loro interessi...
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Admton
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MessaggioTitolo: Re: Cardiologo a Pieve   Gio Nov 11, 2010 9:44 am

Concordo!

Un'altra novità
Citazione :
Belluno. Ostetricia chiusa nel week-end:
respinta in ospedale, partorisce in casa

La mamma: «Volevano mandarmi a partorire in città, Giacomo
sarebbe nato in auto. Devono lasciarci almeno i servizi minimi»
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Commento del mio idolo "Krupp"
Citazione :
Montagna calpestata, violentata, insultata. Sempre meno luogo da vivere e sempre più parco giochi per "quelli della bassa": SUV e immondizie.
Che poi dicono che le USL di Belluno spendono troppo (per recuperare i loro "espertissimi" escursionisti).
Belluno autonoma o morta.

Adesso una cosa seria: Nigulì, Bianchi, Miky, visto che ormai la San. Pubblica in montagna sparirà o cmq sarà ridotta al minimo e anche adesso cmq i servizi son quello che sono, avete mai pensato seriamente di aprire un poliambulatorio??
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Niguli kneilu

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MessaggioTitolo: Re: Cardiologo a Pieve   Gio Nov 11, 2010 11:53 am

Poliambulatorio...parole grosse!!...

pensiamo a laurearci intanto..

Cmq, visti i tempi che corrono, è e sarà sempre più difficile trovare un lavoro tra i nostri monti...
L'idea del poliambulatorio è ottima; ne conosco un paio nel basso bellunese, e lavorano bene, hanno personale valido e hanno una "clientela" numerosa (nonostante iprezzi delle prestazioni)
Però i costi di inizio attività sono un pelo sopra le nostre possibilità, credo...

Cmq credo che l'unico modo per abbassare effettivamente le spese della sanità nel bellunese sia chiudere definitivamente centri vecchi, obsoleti e costosi come quello di Auronzo, quello di Santo Stefano, l'ospedale di Agordo.
Tenere negli ospedali periferici restanti i reparti essenziali per ogni tipo di urgenza, con un servizio basato sulla qualità (un pronto soccorso valido su cui fare affidamento, una radiologia reattiva, rapida (non come quella attuale di Pieve, nella quale i tempi di attesa sono eterni!) un PS pediatrico, un'ostretica, un chirurgo per le emergenze, ecc...)
Ed usufruire di un ospedale centrale all'avanguardia, per la degenza e per gli interventi in elezione.
Che dite?
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Pablo

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MessaggioTitolo: Re: Cardiologo a Pieve   Gio Nov 11, 2010 1:30 pm

Quoto tutto quello che dice nigulì...
Il problema è che i nostri governanti fanno lo stesso ragionamento di accentrare, solo che su scala più larga, per cui pieve sarebbe già un centro periferico e se tra san candido e belluno restasse effettivamente il nulla... pale
Stai pure certo che arriverebbero i privati, ma non certo i poveri neolaureati! Con un piccolo problema: nessun privato farà mai servizi di emergenza, perchè hanno dei costi che li rendono assolutamente antieconomici. Ambulatori, chirurgia, diagnostica per immagini... quelli hanno una bella resa, il resto resti sul groppone dello stato! Suspect

Comunque spero che tutto si risolva come auspica nigulì, anche perchè far arrivare a pieve un'ambuanza da belluno mi pare una palese assurdità!
Per risparmiare sul soccorso alpino basterebbe far pagare il servizio di soccorso alla ASL del veneziàn di turno, come già avviene su scala regionale... Poi ci saranno sempre i Gas che ci mandano in crisi il bilancio, però intanto...! Wink
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Niguli kneilu

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MessaggioTitolo: Re: Cardiologo a Pieve   Sab Nov 27, 2010 7:11 pm

Citazione :
Dal Gazzettino, sabato 27 novembre 2010

SIMONI: In questi anni ho assistito alla costituzione di tavoli e tavoli sulla sanità bellunese, senza vedere passi avanti. I risultati sono ancora fermi su quei tavoli. Così concordo che le scelte verranno fatte da Venezia. Al Cadore dico che Feltre è passata prima per la fase che ora lo preoccupa. L’Ulss 2 sta andando bene dopo 10 anni di lavoro. Ha applicato la differenziazione e, prima nel Veneto, ha acquisito il privato in difficoltà e l’ha reso funzionale. In ogni caso è fondamentale che per aprire le sale operatorie in sicurezza ci debba essere uno staff di specialisti sanitari e tecnici. E non è facile reperirli. Comunque nutro un cinico pessimismo sul ricercare un disegno comune, anche se Feltre lavora in rete da tanti anni con altri ospedali. La mia proposta, ad esempio, è di realizzare un unico laboratorio analisi per tutta la provincia utilizzando il nostro di Feltre in grado di sopportare 2,5 milioni di prelievi l’anno: il prelievo si fa sotto casa e il referto arriva dopo un giorno e mezzo. Così funziona con le nuove tecnologie. E poi tagliamo quello che non serve. L’elicottero del Suem, ad esempio. Sì e no l’eliambulanza compie un intervento al giorno. Non possiamo permetterci di mantenere un mezzo aereo fermo e il personale con le mani in mano in attesa della chiamata.

Costui, tale Simoni, è il direttore generale dell'Ulss n.2.

Citazione :
Da Facebook

Come la maggior parte dei lettori del Gazzettino e certamente dell'intera totalità delle 15.518 persone soccorse in ogni condizione dal Servizio di elisoccorso bellunese, anche io sono rimasto amareggiato, deluso, quasi incredulo dalle certezze del Direttore dell'ULSS n. 2 di Feltre che conoscevo per persona equilibrata ed avveduta e che, in ogni caso, ha parlato dalla comodità di una posizione tutto sommato tranquilla che, forse, tagli per tagli se fosse in gioco l'accorpamento delle funzioni di Direttore Generale, Direttore Sanitario, Direttore Amministrativo, Direttore dei Servizi Sociali, Dirigente X e Y dell'ULSS n. 2 all'ULSS n. 1 (o viceversa), con risparmi pari a ca. il 40 del costo del servizio di elisoccorso ... verrebbe un pò compromessa...

Ciò detto e per inquadrare nel merito la questione, va ricordato che il servizio di elisoccorso non è stato inventato nè dai Direttori Generali delle ULSS nè dagli Assessori alla Sanità della Regione Veneto, spiace dirlo neppure dai sindaci, ma guarda caso dal Soccorso Alpino (che forse troppo velocemente lo ha svenduto) e dal Responsabile del Suem 118 che oltre 20 anni va, a fronte delle istanze e dei bisogni del territorio, seppero coniugare al meglio le risorse umane della montagna (personale CNSAS) con quelle sanitarie (personale SUEM) con le potenzialità di un mezzo che, per la prima volta, eliminava il divario tra cittadino di montagna e cittadino di pianura. Guarda caso, infatti, tutti i servizi di elisoccorso sono nati prima nelle zone di montagna che in quelle di pianura con analoghi processi a quelli occorsi nel bellunese.

Ciò premesso, si ricorda che proprio la corrente settimana le 20 Stazioni del Soccorso Alpino Dolomiti Bellunesi, d'intesa con il Direttore del SUEM 118 di Pieve di Cadore ed a fronte di uno studio analitico e dei quotidiani bisogni, hanno presentato a tutti i Sindaci e Consiglieri Regionali una precisa e non più rinviabile comunicazione/istanza, perchè almeno nei mesi indicati, venga garantito il potenziamento del servizio di elisoccorso.
E', infatti, scandaloso (i numerosi Sindaci che mi hanno telefonato sono letteralmente caduti dalle nuvole ammettendo di non conoscere la situazione) che se mia figlia (potrebbe essere quello di ogni abitante di questa sciagurata provincia) il 23 maggio alle 08.20 o il 16 giugno alle 07.15, abbisognasse urgentemente dell'elicottero perchè gravemente ferita in cima alla Marmolada, perchè nelle stesse condizioni a seguito di un incidente stradale, di un infortunio sul lavoro o di un malore in casa, si dovrebbe chiamare l'elicottero di un'altra provincia poichè quello di Pieve di Cadore, allo stato delle cose, può fare solo 12 ore di servizio.
In provincia di Bolzano sono, infatti, in servizio n. 3 elicotteri, mentre in quella di Trento n. 2 elicotteri e dove, recentemente , si è investito qualcosa come 30 milioni di euro per il rinnovo degli elicotteri. Noi, invece, illuminati chiediamo di togliere uno dei pochi servizi che ancora ci restano in montagna.

Ebbene, si chieda di levare l'elicottero al Lido di Venezia istituito solo per note questioni di carattere politico ed i cui costi ad intervento sono spaventosi; si inzi a levare proprio l'elicottero del Lido perchè non c'è Direttore Sanitario o Direttore del SUEM 118 in Veneto che non sappia che oltre il 90% di quegli interventi (poco più di un centinaio all'anno) potrebbero essere comodamente effettuati dal Servizio di elisoccorso di Treviso (prendere cartina in mano prima di parlare a vanvera e controllare).

Giù le mani dal Servizio di elisoccorso, dunque, poichè numeri veri alla mano le missioni degli ultimi tre anni (tra interventi primari e secondari) sono state pari a n. 1.025, quindi con quasi n. 3 missioni/die e non già come ricordato da Simoni a stento una al giorno. Ma al di là di questi numeri che vanno rapportati ad altri parametri quali caratteristiche del territorio, viabilità e mobilità, residenzialità turistica, ecc., si sappia che solo con il Servizio di elisoccorso un cittadino di Livinallongo del Col di Lana o di Sappada o di S. Donato di Lamon può arrivare in Ospedale in temi accettabili per essere salvato. Diversamente in macchina arriva stecchito, dopo aver fatto nella migliore delle ipotesi un'ora di strada.

Infine, un invito all'amico Bortolo Simoni a chiedere scusa al "personale che con le mani in mano in attesa di una chiamata" ...c'è del personale SUEM/CNSAS/PILOTI che putroppo ricordo ogni giorno ... non dormiva, non girava i pollici, ma credeva a tal punto nel proprio lavoro da essere per questo morto.

Per ultimo, tutto il Soccorso Alpino è pronto alla mobilitazione generale se queste tesi sul Servizio di elisoccorso e tutte quelle che prevedono tagli alla stessa organizzazione del CNSAS dovessero trovare una qualche forma di riscontro ufficiale.

Basta, basta e basta, la montagna è stufa di chinare capo e schiena. Ora basta davvero.


Fabio Bristot - Rufus

Costui, Fabio Rufus Bristot, è il delegato del Soccorso Alpino Bellunese.

Per l'ennesima volta gli amministratori, anche quelli della montagna, considerando Feltre una cittadina montana, "ragionano" non sulla base della salute dei cittadini della nostra provincia, ma a partire da basi economiche.

La domanda è: quanto vale una vita umana?
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MessaggioTitolo: Re: Cardiologo a Pieve   Dom Nov 28, 2010 1:58 pm

La risposta é: dipende se questa vita mette a repentaglio lo stipendio di un Dirigente.
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